C’è una domanda che mi ha accompagnato per anni, mentre camminavo tra le piante della nostra azienda agricola qui a Massarosa. Non riguardava la botanica, né la chimica. Era più semplice e più profonda: perché il profumo della lavanda, tra tutti i profumi del mondo, è quello che fa battere il cuore e rilassare le spalle alle persone?
Chi viene a trovarci nel nostro mondo, per visitare i nostri terreni nell’Agriturismo Fattoria Didattica e Sociale “Il Giardino di Manipura” in estate lo sa. Basta avvicinarsi alle nostre piante di lavanda quando il sole è alto e il vento arriva dalla costa della Versilia: succede qualcosa, nel corpo e nella testa. Qualcosa si allenta. Lo vedo negli occhi dei visitatori ogni volta.
In Oligea non siamo arrivati alla lavanda per moda. Ci siamo arrivati seguendo la stessa logica che guida tutto il nostro lavoro: coltivare ciò che la terra toscana sa dare al meglio, distillarlo con cura nei nostri laboratori, trasformarlo in prodotti che abbiano senso vero per chi li usa. La lavanda è una di quelle piante che non deludono mai, se sai ascoltarle.
In questo articolo ti racconto tutto quello che c’è da sapere sull’olio essenziale di lavanda: cosa lo rende così speciale dal punto di vista scientifico, come usarlo nella vita di ogni giorno, come riconoscerne uno davvero puro e perché la lavanda che distilliamo noi è diversa da quella che trovi sullo scaffale del supermercato.
Cos’è l’olio essenziale di lavanda e da dove viene
La pianta: Lavandula angustifolia, la lavanda vera
Non tutta la lavanda è uguale. È la prima cosa da sapere, e spesso è la più trascurata.
La Lavandula angustifolia — chiamata anche lavanda fine o lavanda vera — è la specie dalla quale si ottiene l’olio essenziale di lavanda di più alta qualità. Cresce spontanea sulle colline mediterranee, fiorisce tra giugno e luglio, ha un profumo floreale e delicato che non assomiglia a nessun altro.
Accanto a lei esistono altre varietà: il lavandino (ibrido tra angustifolia e latifolia), più robusto e produttivo, usato spesso nell’industria dei detergenti; la lavanda aspic (Lavandula latifolia), più campforacea e pungente. Se un olio essenziale di lavanda non specifica in etichetta la denominazione botanica completa, potrebbe essere uno qualsiasi di questi tre — con proprietà e profumi molto diversi tra loro.
In Oligea coltiviamo Lavandula angustifolia nei terreni del nostro Agriturismo Fattoria Didattica e Sociale “Il Giardino di Manipura” a Massarosa, in provincia di Lucca. Le nostre piante crescono biologicamente, senza pesticidi né concimi chimici, in un suolo che conosce bene il sole e il vento della Versilia. Quando fioritura e clima lo consentono, la raccolta è manuale — per preservare le infiorescenze e ottenere il massimo dalla distillazione.
Come si estrae l’olio essenziale di lavanda
L’olio essenziale di lavanda si ottiene per distillazione in corrente di vapore: le infiorescenze fresche vengono caricate nell’alambicco, il vapore acqueo attraversa la massa vegetale, raccoglie le molecole aromatiche volatili e, raffreddandosi, le rilascia in forma liquida. L’olio galleggia sull’acqua distillata — l’idrolato di lavanda — e viene separato naturalmente.
Sembra semplice. Non lo è. La temperatura del vapore è tutto: se è troppo alta, le molecole più delicate — il linalolo e l’acetato di linalile, i composti che danno alla lavanda il suo carattere calmante — si degradano. Per questo nei nostri laboratori certificati di Massarosa utilizziamo la distillazione in corrente di vapore a bassa temperatura, con un controllo costante di ogni fase del processo.
Dal campo all’alambicco, nel nostro caso, la distanza è letteralmente di poche centinaia di metri. Non c’è stoccaggio intermedio, non ci sono intermediari, non ci sono tempi morti che alterano la materia prima. Filiera corta nel senso più concreto del termine.

Vuoi scoprire come nascono gli oli essenziali biologici italiani Oligea? Leggi l’articolo dedicato alla nostra filiera.
Proprietà dell’olio essenziale di lavanda: cosa dice la scienza
Quando parliamo di proprietà degli oli essenziali in Oligea, lo facciamo con rispetto: rispetto per la tradizione erboristica millenaria che ha tramandato questi saperi, e rispetto per la scienza che oggi li studia. I benefici dell’olio essenziale di lavanda sono supportati da secoli di uso documentato e, sempre di più, da ricerche che ne confermano i meccanismi d’azione. Detto questo, per un utilizzo sicuro è sempre bene affidarsi a un operatore del benessere qualificato — perché ogni persona è diversa e ogni olio essenziale va usato con consapevolezza.
Sul sistema nervoso e le emozioni: calma, sonno, ansia
Se c’è un beneficio che ha reso famosa la lavanda in tutto il mondo, è questo: la sua capacità di portare calma. Non è leggenda. È biochimica.
I principali composti dell’olio essenziale di lavanda — linalolo e acetato di linalile — agiscono sul sistema nervoso centrale attraverso le vie olfattive, raggiungendo direttamente il sistema limbico, la sede delle emozioni e della memoria. Studi clinici documentano una riduzione misurabile dei livelli di cortisolo — l’ormone dello stress — dopo inalazione di olio essenziale di lavanda. Altri mostrano miglioramenti nella qualità del sonno, nella riduzione dell’ansia e nell’equilibrio del tono dell’umore.
In aromaterapia, l’olio di lavanda è considerato calmante, sedativo, ansiolitico, antistress. È indicato per chi fatica ad addormentarsi, per chi vive periodi di tensione prolungata, per chi cerca un appoggio naturale nei momenti di agitazione emotiva. Non sostituisce supporti professionali nei casi clinici, ma come alleato quotidiano del benessere psicoemotivo non ha eguali tra gli oli essenziali naturali.
Sulla pelle e le mucose: dal bruciore all’acne
René-Maurice Gattefossé, il chimico francese che coniò il termine “aromaterapia” nei primi del Novecento, scoprì quasi per caso le proprietà cicatrizzanti della lavanda — scottandosi una mano in laboratorio e immergendola d’istinto in un recipiente di olio essenziale di lavanda. La ferita guarì con una rapidità che lo stupì. Quella scoperta aprì decenni di ricerca.
Le proprietà dell’olio essenziale di lavanda sulla pelle sono tra le più studiate e documentate del mondo delle piante officinali. Antibatterico, antifungino, lenitivo, antinfiammatorio, cicatrizzante: questi aggettivi non sono slogan di marketing, ma caratteristiche confermate da analisi di laboratorio sui componenti dell’olio.
È indicato in caso di piccole scottature, eritemi, punture di insetti, irritazioni cutanee, acne, eczema e dermatiti lievi. Una ricerca recente ha anche esplorato il suo potenziale nell’alleviare la dermatite atopica, grazie alle proprietà antinfiammatorie e lenitive sul microambiente cutaneo.
Vale la pena ricordare una cosa: la lavanda è uno dei pochissimi oli essenziali per cui l’uso spot in purezza su lesioni acute molto localizzate è talvolta riconosciuto dalla tradizione aromaterapica. Questo non significa applicarla liberamente sulla pelle — significa che una goccia puntuale su una puntura di insetto o una piccola ustione può essere accettata da chi ha esperienza nell’uso degli oli essenziali. Per tutti gli altri utilizzi in sicurezza, il consiglio è diluirlo.
Sul respiro e le difese immunitarie
L’olio essenziale di lavanda non è il primo nome che viene in mente quando si pensa a rimedi naturali per le vie respiratorie, quello spazio lo occupa di solito l’eucalipto, che noi di Oligea coltiviamo e distilliamo da oltre vent’anni. Eppure la lavanda ha un ruolo preciso anche qui: antisettica delle mucose, leggermente espettorante, calmante sulle vie aeree irritate.
È particolarmente utile nelle infezioni della gola — una delle domande più cercate online è proprio “quale olio essenziale per il mal di gola?” — e nei raffreddori che si accompagnano a tensione e difficoltà a dormire. Abbinata all’eucalipto e al pino, crea sinergie molto efficaci per purificare l’aria e supportare le difese naturali nei mesi freddi.
Per approfondire l’uso degli oli essenziali biologici nelle vie respiratorie, leggi anche la guida completa sugli oli essenziali.
Su muscoli e articolazioni: antidolorifico naturale e decontratturante
L’olio essenziale di lavanda è antispasmodico, analgesico di superficie, decontratturante. Applicato in massaggio (opportunamente diluito in un olio vettore), allevia le tensioni muscolari, i crampi, le contratture da postura scorretta. È un ottimo alleato per chi lavora a lungo seduto, per chi pratica sport e accumula rigidità, per chi convive con dolori cervicali o lombari cronici.
La combinazione di lavanda, rosmarino ed eucalipto in un olio da massaggio è una delle sinergie più classiche dell’aromaterapia. Perchè ogni olio porta la sua specificità, e insieme amplificano l’effetto rilassante e decontratturante.
Scopri come usare gli oli essenziali nei massaggi nella nostra guida: Oli essenziali per massaggi, riflessologia e benessere.
Olio Essenziale di Lavanda Biologico Oligea
Il nostro olio essenziale di lavanda nasce da Lavandula angustifolia coltivata biologicamente nel Giardino di Manipura a Massarosa, in provincia di Lucca. Viene distillato in corrente di vapore a bassa temperatura nel nostro laboratorio certificato, imbottigliato sul posto, etichettato con tutte le informazioni che crediamo ogni consumatore abbia il diritto di conoscere.
È certificato biologico AIAB, 100% puro e naturale, dermatologicamente testato, nichel tested, senza additivi né conservanti.
Puoi trovarlo nello shop online su oligea.it con spedizione in tutta Italia, oppure visitarci di persona alla nostra BioBottega in via dei Cavalli 176, Massarosa (LU).
Come si usa l’olio essenziale di lavanda: guida pratica
Applicazione cutanea
Regola fondamentale, valida per quasi tutti gli oli essenziali: sempre diluiti prima di applicarli sulla pelle. L’olio di lavanda non fa eccezione nella routine quotidiana — si usa al 2–3% in un olio vettore (mandorle dolci, jojoba, cocco frazionato), pari a 2–3 gocce ogni 10 ml di olio base.
Questa concentrazione è più che sufficiente per ottenere benefici reali. Aumentare la dose non aumenta l’efficacia, ma aumenta il rischio di irritazioni — anche in chi ha la pelle robusta.
Unica eccezione riconosciuta dalla tradizione aromaterapica: una piccola goccia di olio essenziale di lavanda puro, in modo puntuale, su una puntura di insetto o una scottatura molto localizzata. Anche in questo caso, con giudizio e con un olio di qualità certificata.
Inalazione diretta e bagno aromatico
L’inalazione diretta è il metodo più rapido per un effetto immediato. Qualche goccia su un fazzoletto di tessuto — non di carta sintetica — da avvicinare al naso per qualche minuto. Utile nei momenti di tensione improvvisa, durante un attacco d’ansia lieve, o semplicemente come pausa rigenerante nel mezzo di una giornata intensa.
Il bagno aromatico è invece un rituale di benessere più profondo. Attenzione: non versare mai le gocce direttamente nell’acqua della vasca — gli oli essenziali non si sciolgono in acqua e possono irritare la pelle. Diluisci 8–10 gocce in un cucchiaio di sale grosso marino, latte intero o miele, poi sciogli nel bagno. Venti minuti nell’acqua calda con lavanda sono tra le esperienze di benessere più complete che un olio essenziale possa offrire.
Olio essenziale di lavanda per i capelli
Meno nota delle sue proprietà calmanti, ma concreta: la lavanda ha effetti positivi sul cuoio capelluto. Riequilibra la produzione di sebo, ha azione antisettica contro la forfora batterica, stimola lievemente la microcircolazione locale — condizione favorevole per un cuoio capelluto in salute.
Come si usa: aggiungi 5–6 gocce allo shampoo o al balsamo al momento dell’applicazione, oppure prepara un olio da massaggio pre-lavaggio mescolando l’olio essenziale di lavanda con olio di cocco o jojoba (2–3% di concentrazione). Lascia in posa 20 minuti prima di sciacquare.
Diffusione aromatica e profumatori ambienti
La diffusione negli ambienti è il modo più immediato — e spesso il più efficace — per portare i benefici della lavanda nella quotidianità. Versa 4–6 gocce nel diffusore e lascia che il profumo trasformi l’atmosfera.
Tempi consigliati: 30–40 minuti, poi arieggia l’ambiente. Non serve diffondere ininterrottamente per ore — il sistema olfattivo si satura rapidamente, e una pausa rende il successivo incontro con l’aroma molto più efficace.
Alcune sinergie da provare nel diffusore:
- Lavanda + Arancio → il rituale serale perfetto. Calma l’ansia, allenta la mente, prepara al sonno. 3 gocce di lavanda + 3 di arancio dolce.
- Lavanda + Eucalipto → purificazione dell’aria e sostegno respiratorio. Ottima d’inverno o nei cambi di stagione. 3 gocce di lavanda + 3 di eucalipto.
- Lavanda + Rosmarino → equilibrio corpo-mente. Un po’ di calma, un po’ di chiarezza. 2 gocce di lavanda + 4 di rosmarino.
- Lavanda + Pino → foresta nella stanza. Radicante, purificante, profondo. 3 gocce di ciascuno.
Olio essenziale di lavanda nel diffusore per dormire
Questa è forse la domanda più cercata in assoluto sulla lavanda: come usarla per dormire meglio. La risposta è semplice, e funziona.
Crea un rituale serale: 30 minuti prima di andare a letto, accendi il diffusore con 5–6 gocce di olio essenziale di lavanda. Abbassa le luci, stacca gli schermi. Lascia che l’aroma prepari il sistema nervoso al riposo. Puoi anche appoggiare un fazzoletto con 2 gocce vicino al cuscino — l’inalazione leggera durante la notte contribuisce alla qualità del sonno.
Per chi ama un rituale più avvolgente, la nostra linea bioprofumeria Melogranoantico include un Home Fragrance con lavanda — disponibile sia in formato bastoncini che spray — pensato proprio per profumare gli ambienti in modo naturale e delicato.
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Olio essenziale di lavanda in gravidanza: si può usare?
È una delle domande più cercate, e la risposta richiede precisione — non si può rispondere con un semplice sì o no.
La lavanda è tra gli oli essenziali considerati più maneggevoli durante la gravidanza, ma questo non significa usarla senza criterio. Nel primo trimestre — il più delicato per lo sviluppo del feto — è prudente evitare qualsiasi olio essenziale, inclusa la lavanda.
Dal secondo trimestre in poi, la lavanda vera (Lavandula angustifolia) in diffusione ambientale leggera e in diluizioni minime (0,5–1%) è generalmente considerata tra le opzioni più sicure. Può aiutare con l’ansia del periodo gestazionale, con le difficoltà a dormire, con le tensioni muscolari tipiche degli ultimi mesi.
Durante l’allattamento, mantenere cautela: evitare applicazioni dirette sul seno. Per la diffusione ambientale, sessioni brevi e ambienti arieggiati.
La raccomandazione più importante rimane sempre la stessa: consulta il tuo ginecologo prima di usare qualsiasi olio essenziale in gravidanza. Ogni gravidanza è unica, e la sicurezza viene prima di tutto. Per approfondire le indicazioni generali, puoi leggere la sezione dedicata nella guida completa sugli oli essenziali Oligea.
Olio essenziale di lavanda per bambini
La lavanda è uno dei pochissimi oli essenziali adatti ai bambini — e anche qui, con le dovute attenzioni.
Dai 3 mesi: solo diffusione ambientale brevissima (10–15 minuti), sessione unica, finestra aperta. Nessun contatto diretto con la pelle. Nella stanza del bambino, non sopra la sua testa.
Dai 3 anni: uso più ampio ma sempre controllato. Diluizione massima 0,5% (1 goccia ogni 20 ml di olio vettore) per applicazioni cutanee leggere. La lavanda è indicata per favorire il sonno nei bambini piccoli, per calmare le agitazioni serali, per le piccole irritazioni cutanee da pannolino.
Tra i 6 e i 12 anni si può lavorare con più confidenza, mantenendo comunque diluizioni più basse rispetto all’adulto.
Ancora più importante del solito, quando si usano oli essenziali con i bambini: scegliere un olio biologico certificato, puro al 100%, senza alcun additivo. Un olio adulterato o di qualità incerta è sempre un rischio — con i bambini è un rischio che non vale la pena correre.
Precauzioni e controindicazioni dell’olio essenziale di lavanda

Uno dei tre principi fondamentali su cui si basa il nostro approccio agli oli essenziali in Oligea è l’utilizzo sicuro e consapevole. La lavanda è tra gli oli essenziali più versatili e generalmente ben tollerati — ma conoscerne le controindicazioni non è allarmismo, è rispetto per il proprio corpo.
- Ipotensione:
L’olio essenziale di lavanda ha proprietà ipotensive: abbassa la pressione sanguigna. Chi soffre di pressione bassa, o assume farmaci antipertensivi, deve usarlo con attenzione e sotto guida di un professionista.
- Interazioni con sedativi:
Per lo stesso meccanismo calmante che la rende efficace contro l’ansia e l’insonnia, la lavanda può potenziare l’effetto di farmaci sedativi o ansiolitici. In caso di terapie farmacologiche, parlane sempre con il medico.
- Animali domestici:
I gatti sono particolarmente sensibili agli oli essenziali in genere, inclusa la lavanda. Evita diffusione in ambienti dove i gatti trascorrono molto tempo, o usa sessioni brevissime con finestre aperte. I cani tollerano meglio la diffusione leggera.
- Pelle sensibile:
Prima di ogni applicazione cutanea, effettua sempre un test su una piccola zona del braccio e attendi 24 ore.
- Uso interno:
Non assumere per via interna senza supervisione di un professionista qualificato e senza un olio specificamente certificato per uso alimentare.
Per le precauzioni generali valide per tutti gli oli essenziali — fotosensibilizzazione, conservazione, dosaggi — ti rimandiamo alla sezione dedicata nella guida completa.
Come riconoscere un olio essenziale di lavanda davvero puro
Cosa guardare sull’etichetta
Il mercato degli oli essenziali è cresciuto tantissimo negli ultimi anni — e con lui, purtroppo, anche i prodotti di qualità dubbia. Essenze sintetiche spacciate per naturali, lavandini venduti come lavanda vera, oli diluiti in alcol o in altri solventi. Come orientarsi?
Un olio essenziale di lavanda per uso cosmetico davvero puro deve riportare in etichetta:
- Denominazione botanica completa: Lavandula angustifolia (non “lavanda” generico, non lavandino, non lavanda aspic).
- Parte della pianta distillata: infiorescenze (sommità fiorite).
- Metodo di estrazione: distillazione in corrente di vapore.
- Origine geografica: paese e regione di coltivazione.
- Certificazione biologica: loghi ICEA, CCPB, o equivalenti riconosciuti. I nostri oli essenziali sono certificati eco bio cosmesi AIAB.
- Dicitura “100% puro e naturale”: senza aggiunte di alcol, oli minerali o fragranze sintetiche.
- “Dermatologicamente testato” e “nichel tested”: garanzie di sicurezza cutanea.
- Lotto, data di scadenza, dati del produttore: segni di trasparenza e tracciabilità.
Se l’etichetta non riporta almeno questi elementi, vale la pena fare qualche domanda in più prima di acquistare.
Perché la filiera corta fa la differenza — la lavanda di Oligea
C’è una differenza profonda tra un olio essenziale di lavanda comprato da un grossista che acquista materia prima da vari paesi, e un olio estratto direttamente dalla lavanda che hai visto crescere, fiorire e raccogliere.
Noi di Oligea siamo tra i pochi produttori italiani a controllare l’intera filiera della lavanda – come di altre piante officinali: dalla coltivazione biologica certificata nei terreni, dove la lavanda cresce a pochi metri dal nostro alambicco, alla raccolta manuale, fino alla distillazione nei nostri laboratori autorizzati di Massarosa e al riempimento della boccetta. Ogni passaggio ha un nome, una data, una persona responsabile.
Questo, come per ogni olio essenziale che estraiamo, significa qualcosa di concreto: origine certa, tracciabilità reale, nessuna contaminazione lungo la catena. Quando sul nostro olio essenziale di lavanda leggi “Origine Toscana”, non è un’indicazione geografica vaga, è la conferma che quella lavanda è cresciuta qui, in questi terreni, ed è stata distillata qui, a Massarosa.
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La lavanda nel mondo Oligea: oltre l’olio essenziale
La lavanda è uno degli ingredienti principali di molti dei nostri prodotti biologici, ognuno con un suo ruolo preciso, tutti per il tuo benessere naturale.
Ogni prodotto racconta la storia della nostra filiera che parte dalla terra toscana e arriva direttamente a te, senza scorciatoie.
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Natura in Tazza — Tisane biologiche:
La lavanda è presente nelle nostre tisane biologiche, realizzate con piante officinali pure e naturali. Un modo semplice per portare il suo profumo e il suo effetto calmante in ogni sorso nei tuoi momenti di relax.
Scegliere bene per stare davvero bene
La lavanda ci accompagna da millenni. Nelle camere da letto dei monasteri medievali, nei kit dei soldati della Prima Guerra Mondiale, nei giardini delle nonne. C’è qualcosa in questa pianta che resiste al tempo e non è solo il profumo.
Un olio essenziale di lavanda è buono quanto la pianta da cui viene e quant’è la cura con cui è stato estratto. Per questo in Oligea partiamo dall’inizio: dalla terra, dalla coltivazione biologica certificata, dalla distillazione artigianale nel nostro laboratorio a Massarosa. Non aggiungiamo qualità la coltiviamo.
Se vuoi portare nella tua vita quotidiana un olio essenziale di lavanda puro, biologico e toscano, trovi il nostro su oligea.it. Se hai domande, curiosità o vuoi altri consigli su come utilizzare l’olio essenziale di lavanda, siamo qui, scrivici e ti risponderemo con piacere.
Domande frequenti sull’olio essenziale di lavanda
A cosa serve l’olio essenziale di lavanda?
Serve a molto più di quanto il suo profumo farebbe pensare. È calmante e ansiolitico (agisce sul sistema nervoso attraverso le vie olfattive), lenitivo e cicatrizzante per la pelle, antisettico delle vie aeree, decontratturante muscolare, utile per favorire il sonno. È uno degli oli essenziali più versatili in assoluto.
Quante gocce di olio essenziale di lavanda nel diffusore?
4–6 gocce in un diffusore standard con acqua per una stanza di medie dimensioni. Diffusione di 30–40 minuti, poi arieggia. Non è necessario — né utile — diffondere ininterrottamente per ore. Il sistema olfattivo si abitua rapidamente: le pause rendono ogni successiva sessione più efficace.
L’olio essenziale di lavanda si può mettere sulla pelle puro?
In linea generale no: va sempre diluito in un olio vettore (mandorle dolci, jojoba, cocco) al 2–3% prima dell’applicazione sulla pelle. L’unica eccezione riconosciuta dalla tradizione aromaterapica è l’uso puntuale e spot su piccole punture di insetti o scottature molto localizzate — una sola goccia, con un olio di qualità certificata.
Olio essenziale di lavanda in gravidanza: si può usare?
Nel primo trimestre è prudente evitarlo, come quasi tutti gli oli essenziali. Dal secondo trimestre, la Lavandula angustifolia in diffusione leggera e diluizioni minime (0,5–1%) è tra le opzioni considerate più maneggevoli. Consulta sempre il tuo ginecologo prima di usare qualsiasi olio essenziale in gravidanza.
Qual è la differenza tra olio essenziale di lavanda e lavandino?
La lavanda vera (Lavandula angustifolia) ha un profumo più fine, floreale e dolce, con un alto contenuto di linalolo e acetato di linalile — i composti responsabili delle proprietà calmanti. Il lavandino è un ibrido, più canforaceo, meno pregiato per aromaterapia, usato spesso nell’industria dei detergenti perché più economico e più produttivo. Sono due piante diverse, con due oli diversi: è fondamentale che l’etichetta riporti la denominazione botanica completa.
Chi non può usare l’olio essenziale di lavanda?
Le categorie per cui è richiesta maggiore cautela: chi soffre di ipotensione (la lavanda abbassa la pressione), chi assume farmaci sedativi (può potenziarne l’effetto), donne nel primo trimestre di gravidanza. Per tutte le altre persone, usato nelle giuste modalità e concentrazioni, è uno degli oli essenziali più sicuri e ben tollerati.
Olio di lavanda fatto in casa: è la stessa cosa dell’olio essenziale?
No, sono prodotti completamente diversi. L'”olio di lavanda fatto in casa” è in realtà un oleolito: si ottiene mettendo fiori di lavanda in un olio vegetale (oliva, mandorle, girasole) per estrarne i composti liposolubili. È un ottimo prodotto naturale per la pelle, ma non è un olio essenziale — non contiene le molecole aromatiche volatili che si ottengono solo con la distillazione, né le stesse proprietà terapeutiche.
OLIGEA – Dal seme all’estratto, nel rispetto della Terra e delle generazioni future
Azienda agricola biologica | Massarosa (LU), Toscana | Coltivazione e distillazione artigianale di oli essenziali dal 1999.











