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Natura e Benessere: Alla scoperta del Miele

La Rubrica del Benessere Alla scoperta del Miele

Con l’arrivo del nostro nuovo sito, vogliamo condividere con i nostri utenti un’ulteriore novità: una Rubrica del Benessere tutta dedicata al benessere naturale, con consigli, informazioni e curiosità create per voi dagli esperti del settore.

Alla scoperta del miele

Il profondo interesse dell’uomo verso il miele si perde nella notte dei tempi: si pensi che già nel paleolitico esistevano “cacciatori di miele”, uomini che sfidavano la sorte e i propri limiti per arrampicarsi su pareti rocciose fino a raggiungere anfratti in cui si trovavano nidi di api colmi di miele da saccheggiare, come testimonia la scena raffigurata da un graffito risalente al 6000 a.C.  presente sulle pareti delle “grotte del ragno” nei pressi di Valencia, in Spagna.

Il Miele ai tempi dei Faraoni

Vasi di miele perfettamente conservato sono state rinvenute nelle tombe di alcuni faraoni, a testimonianza di quanto gli egizi apprezzassero il miele. Sappiamo inoltre che gli apicoltori egiziani si spostavano con le loro arnie lungo il Nilo per seguire la fioritura delle piante, e che nell’antico Egitto il miele era molto usato per curare disturbi digestivi, piaghe e ferite.

Il miele è stato inoltre considerato un prodotto molto pregiato dai babilonesi, che praticavano l’apicoltura e lo includevano nella preparazione di ricette culinarie come focaccine a base di farina, miele, datteri e sesamo.

Agli Ittiti dobbiamo l’origine della parola “miele”, che per loro era infatti “melit”, gli antichi greci consideravano il miele cibo degli dei e gli antichi romani ne utilizzavano così tanto da essere costretti ad importarlo da altri paesi come Creta, Cipro, Spagna e Malta.

Purtroppo il miele ha iniziato ad essere sostituito con lo zucchero di canna dopo la scoperta del Nuovo Mondo e successivamente dallo zucchero di barbabietola all’inizio del XIX secolo. Solo recentemente ci siamo accorti del grande sbaglio commesso: il miele è infatti un alimento di elevato valore nutraceutico e ciò può essere in parte intuito analizzando la sua composizione: esso è infatti costituito per circa il 75-80% da zuccheri, che sono principalmente glucosio (30% in genere) e fruttosio (40% in genere), e da circa un 16,6-18,5% di acqua. La restante piccola parte è rappresentata da acidi organici (0,1-0,5%), sostanze azotate (0,2-2%), sostanze minerali (0,1- 1,5%),  e tracce di vitamine e costituenti dell’aroma.

Innanzitutto c’è da dire che l’alta percentuale di zuccheri che contiene è in parte responsabile delle sue proprietà antibatteriche: gli zuccheri sono infatti in grado di disidratare per osmosi i microrganismi. Tuttavia contribuiscono a rendere il miele antibatterico anche il suo pH acido, che in genere si aggira tra 3,5 e 5,5 e la presenza di sostanze dette inibine.

Tutto questo rende il miele particolarmente adatto ad essere utilizzato per prendersi cura di ferite, foruncoli e pelli acneiche, ma anche di affezioni delle prime vie respiratorie come mal di gola e raffreddori, per i quali si rendono utili anche le proprietà lenitive ed emollienti del miele esplicate a livello delle mucose.

Il Miele: L’oro di Euka

Un miele particolarmente indicato per questi fini è “L’oro di Euka”, un miele millefiori prodotto nel parco di Migliarino San Rossore a cui sono state aggiunte alcune preziose gocce di olio essenziale di eucalipto biologico, una pianta dalle note proprietà antisettiche e balsamiche.

Ecco qui una semplice ricetta per realizzare uno scrub per il viso particolarmente adatto alla pulizia di pelli grasse ed acneiche:

Scrub per il viso :

  • un cucchiaino di miele “L’oro di Euka
  • un cucchiaino di zucchero (o sale, a scelta)

Amalgamare gli ingredienti e stendere il tutto sul viso, frizionando mediante movimenti circolari, lasciando libera la zona intorno agli occhi. Lasciare in posa circa 15 minuti e risciacquare con acqua tiepida: la pelle risulterà morbida, luminosa, detersa e tonificata. Questo scrub energizzante può essere applicato anche su tutto il corpo.

Caratteristica del Miele

Un’altra caratteristica notevole del miele è quella di essere un alimento altamente energetico, fornisce infatti circa 320 calorie/100g, ma sempre meno delle 400 circa fornite dal saccarosio: questo rende il miele un dolcificante più adatto ad una dieta ipocalorica. Inoltre, grazie all’alto contenuto di fruttosio il miele possiede un maggior potere dolcificante di quello dello zucchero da tavola: posto infatti il potere dolcificante del saccarosio pari a 100, quello del fruttosio è 173 e quello del glucosio 74, ciò da quindi la possibilità di utilizzare meno miele per ottenere lo stesso livello di sapore dolce ottenuto con il saccarosio.

Infine non dobbiamo dimenticare l’alta digeribilità del miele dovuta alla sua composizione fatta prevalentemente da zuccheri semplici: il glucosio presente al suo interno non deve infatti subire alcun processo digestivo e può perciò entrare direttamente nella circolazione sanguigna dove viene utilizzato immediatamente, mentre il fruttosio è consumato più lentamente e funziona da riserva energetica in quanto, prima di essere utilizzato dall’organismo deve essere trasformato in glucosio dal fegato. Il miele è quindi ottimo nell’alimentazione dello sportivo, in quanto accresce l’efficienza muscolare prima di uno sforzo e la sostiene nel tempo, ma è anche molto indicato nell’alimentazione geriatrica, dei bambini e di tutti coloro che richiedono un elevato fabbisogno energetico.

Il Miele per una alimentazione più sana ed uno stile di vita ecosostenibile

Insomma, tornare ad utilizzare il miele costituisce davvero un buon primo passo di avvicinamento ad un’alimentazione più sana e ad uno stile di vita più ecosostenibile: non dimentichiamoci infatti che a produrre il miele sono interamente le api, le quali si occupano di raccogliere nettare o melata (un liquido zuccherino abbandonato da alcuni insetti in seguito alla filtrazione della linfa vegetale per ricavarne sostanze azotate) per poi rielaborarli con enzimi propri e portarli all’alveare, dove rigurgitano il composto che si è formato e lo lasciano maturare nelle celle dei favi: qui avviene anche un processo di disidratazione che porta il contenuto di acqua intorno al 18% : è a questo punto che il miele è considerato maturo ed è pronto per essere prelevato dalle api (per la loro alimentazione) e dagli apicoltori.

Alice Downes, Dott.ssa in scienze erboristiche